Monte Crapel  2128mt Pizzo Salina 2495mt
Cresta NW
PARTENZA  Valcanale Da Valgoglio lasciamo l'auto poco prima della centrale enel su un tornante ,una segnavia indica il rifugio Gianpace (aperto). Il sentiero costeggia per buona parte il torrente sulla nostra sinistra. La zona delle cascatelle offre sempre un momento di pausa per ammirrare il lavoro e la forza dell'acqua. Superiamo il bivio per il rifugio e tiriamo dritti per inoltraci nella Valsanguigno si segue sempre il sentiero principale per il passo di Valsanguigno. Giunti a una deviazione prendiamo quello di destra per lo stagno del Corno. Il sentiero si perde ora senza bolli ma seguiamo la direttrice per le baite di Salina. Senza una chiara traccia puntiamo a vista alla sella sotto il monte Crapel per risalirlo per facili prati erbosi. A segnare la vetta un piccolo omini con i pochi sassi presenti.
Dobbiamo ora ritornare alla sella mantenedoci sulla cresta erbosa inizialmente fino ad incontrare un piccolo torrione che superiamo con facile arrampicata. Da qui la traccia degrada all'intaglio con vista sulla nostra destra dello stagno della Corna ,appena sotto di un centinaio di metri. Un grosso bollo ci indica il sentiero da prendere a sinistra e seguiamo fino ad incontrare una serie di quattro laghetti. Superato il terzo pieghiamo a destra e risaliamo un ripido tratto di pietraie fino a scorgere sulla destra una stretta spaccatura obliqua che risaliamo con attenzione. Si spunta su un tratto ripido erboso sempre da rimontare fino a giungere a una sella stretta e rocciosa. Qui le difficolta aumentano quindi via i bastoncini e con attenzione pieghiamo a destra seguiamo il filo di cresta roccioso e molto più stretto ma sempre con roccia buona. Alle spalle ci lasciamo il tratto che culmina su un bel torrione che collega il monte Pradella. Ci aspetta una facile arrampicata con max un I°. Raggiunta la parte finale le difficolta vanno scemando fino a giungere sul pizzo Salina con due grossi omini. In progetto ci sarebbe da risalire il Pradella ma le fitte nebbie ci fanno rimandare la salita. Prendiamo la discesa per la normale per la Costa di Corna Rossa lungo la docile cresta erbosa fino a giungere al monte Cat-Sat dove è stata eretta una statua raffigurante la Beata Vergine Maria con il babin Gesù. Qui lunga pausa scherzosa e poi con calma seguiamo il sentiero soffermandoci sulla bella baita de Mes. Scendendo ci agganciamo al sentiero basso della valsanguigno. Come ultima variante attraversiamo il ponte in legno sul torrente per percorrere il sentiero alternativo al rifugio Gianpace che consiglio vivamente di farlo .Ritorniamo sul ns. sentiero che ci riporterà al punto di partenza.
DISLIVELLO    1832 mt
DISTANZA TOTALE   19 km                                             Traccia GPS
TEMPO TOTALE  9h  
SEGNAVIA   Cai 232 + 267
DIFFICOLTA'   F

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Rifugio Gianpace
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Giovane puledro al pascolo
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Caschetella
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Omino sul monte Crapel
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Cresta verso i laghetti
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Primo picco torrione
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Stagno del Corno
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La cresta percorsa verso il M. Crapel
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Scendiamo all'intaglio con grosso bollo
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La breve placca scesa
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Primo laghetto
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Secondo laghetto
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Terzo laghetto
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Si intravede il Pizzo Pradella
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Rimontiamo la cresta
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Ultimi tratti
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Manca poco
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Pizzo Salina
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Autoscatto
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Si scende dalla normale
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Verso la Costa di Corna Rossa
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Dorsale erbosa verso il Monte Cat-Sat
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B.V.M.
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Portantina
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Ricordi
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Baita de Mes
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Valsanguigno

Copyright © 2009    Claudio La Rosa
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